Skip to content

Economia immateriale e rischi informatici

24 ottobre 2011

Hacker sempre più diabolici!
Secondo un rapporto pubblicato oggi da Il Sole 24 Ore, gli attacchi ai sistemi informatici delle imprese italiane si stanno moltiplicando, con ben 15.000 server violati dall’inizio dell’anno.
Si tratta per lo più di spionaggio industriale, ma non mancano reati più comuni connessi alla gestione di denaro via Internet.
E il fenomeno e’ anche più diffuso all’estero, dove si registrano attacchi a sistemi informatici di multinazionali (es. VISA, Sony, Citigroup) ma anche di istituzioni (es. Governo turco, Fondo monetario internazionale, Polizia spagnola).
Difronte a questa minaccia le P.M.I. italiane sembrano abbastanza impreparate. Naturalmente, la soluzione al problema sembra scontata: basta proteggersi meglio.
Ma che cosa significa “proteggersi meglio”? Adottare strumenti informatici più sofisticati, talmente complessi da risultare accessibili e monitorabili solo dai tecnici che li hanno progettati? E questi specialisti chi li controlla? Chi può garantire che gli stessi programmatori che accedono ai nostri sistemi, acquisendo un potere enorme dovuto al loro surplus cognitivo, non cedano a tentazioni poco deontologiche?
Ma anche a prescindere da comportamenti devianti, chi può garantire l’inviolabilità di un sistema, considerata la rapidità con cui le competenze informatiche progrediscono, rendendo obsoleti i migliori strumenti di protezione applicati poco tempo prima?
Probabilmente, non e’ sul risultato “informatico” che bisogna puntare, secondo un’ottica di risk management.
Meglio, invece, interrogarsi sui processi che consentono di evitare il danno da cyber intrusione. Ad esempio: non sarebbe meglio affidare la trasmissione di informazioni rilevantissime ad un tradizionalissimo commesso viaggiatore anziché ad una e-mail? Oppure: non potrebbe essere preferibile evitare di connettere ad una rete il computer utilizzato per nuovi progetti o formule varie? E via così.
Paradossalmente, la dematerializzazione dell’economia potrebbe rivalutare strumenti di protezione tradizionali, che diventano più sicuri proprio perché rispondono a logiche più materiali e poco interdipendenti dalla prima. E perciò meno soggetti ad interferenze esterne favorite dalla natura stessa di una rete.
Insomma, si tratterebbe di neutralizzare i pericoli della rete facendo meno rete (almeno nelle situazioni più a rischio), e di non escludere a priori un processo più “materiale” solo perché più costoso.

Annunci

From → risk management

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: