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Quanto costa il pessimismo mediatico.

17 settembre 2011

Parlare male dell’economia italiana e’ diventato lo sport preferito da molti.
Lo e’ per chi coglie l’occasione per sfottere i nostri governanti. Lo e’ anche per chi, per ragioni puerilmente ideologiche, non vede l’ora di dimostrare che il mondo andava meglio una volta, quando si stava peggio.
Lo e’ perfino per chi non ha nulla da dire, e ricorre volentieri ai soliti luoghi comuni.
Poi c’è chi sui problemi economici dell’Italia ci guadagna qualcosa, fondando programmi televisivi e campagne stampa (generosamente sponsorizzati) sulla naturale preoccupazione degli italiani. Quando i vari talk show trattano problemi rilevanti di natura economica l’audience sale; al contrario, scende se il problema economico e’ minore o e’ di natura differente. E allora avanti con il catastrofismo economico!
Intanto le notizie positive non passano. Nel primo semestre 2011 l’export italiano e’ cresciuto complessivamente del 16,2% rispetto al primo semestre 2010 (fonte: Il sole 24 ore del 17.09.11); un risultato eccezionale. Abbiamo fatto meglio di tutti gli altri Paesi europei, Germania compresa (+14,7%). Un risultato straordinario che, oltre a conferire prestigio immediato all’Italia, pone le premesse per un miglioramento futuro della nostra economia.
Perché nessuno ne parla? Perché per gli uni non e’ “ideologicamente corretto” e per gli altri e’ una notizia che “non si vende bene”.
Non c’è dubbio che la nostra economia di problemi ne ha parecchi. Ma continuare tutti insieme con questa forma di svalutazione mediatica un po’ autolesionistica credo non faccia altro che peggiorare la situazione, in termini di sfiducia interna (minori consumi) ed esterna (minori investimenti stranieri).
Peccato sia difficile quantificare il prezzo di questo conformismo pessimista.

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From → risk management

2 commenti
  1. ..la stessa cosa accade per gli infortuni sul lavoro. Statistiche che migliorano nettamente ogni anno! Miglore dato in Europa considerando che il nostro dato è aggregato e totale. Evidentemente fare un’informazione corretta ànche dei semplicicì dati non rientra nella natura dell’italiota.. perché la loro mistificazione porta vantaggi,spesso politici, a coloro che incivilmente lo fanno danneggiando il bene comunw e l’immagine dell’ Italia provocando danni enormi.

    • Filippo Bonazzi permalink

      Sono d’accordo Marco. Bisogna anche riconoscere che ci sono parecchi fessi che si bevono qualunque cosa i media gli propinano.

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