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Terremoto e assicurazione

6 novembre 2010

Il rischio di terremoto è tradizionalmente poco gradito agli assicuratori. Il motivo, apparentemente, è intuitivo: l’evento può assumere dimensioni catastrofiche e le spese di ricostruzione, in questo caso, sono ingentissime. Quindi, dal punto di vista di chi paga i sinistri è meglio non prestare a piene mani la relativa garanzia assicurativa. Infatti, quando viene concessa (non frequentemente) prevede una percentuale di indennizzo sul valore complessivo dei beni talmente modesta da snaturare la copertura.

Il ragionamento degli assicuratori, tuttavia, presenta almeno un paio di incongruenze.  

Innanzitutto, compagnie ed intermediari insistono continuamente sul fatto che bisogna assicurarsi solo per i gravi eventi dannosi e non per i piccoli che, proprio in quanto di modesta entità economica, possono tranquillamente rimanere a carico dell’assicurato (in franchigia). Ma allora, se questo è vero (e l’impostazione mi pare tecnicamente condivisibile), bisognerebbe dotarsi di idonea copertura soprattutto contro il terremoto. Infatti, questo rappresenta uno tra i pochi eventi in grado di compromettere seriamente l’equilibrio finanziario aziendale.

In secondo luogo, le compagnie si riassicurano. Cioè, dietro pagamento di un premio, trasferiscono una parte degli esborsi economici sostenuti per gli indennizzi ad altre compagnie (appunto di riassicurazione) proprio per evitare che una sfortunata concentrazione di sinistri di rilevante entità possa penalizzare eccessivamente il bilancio fino a compromettere la solvibilità dell’azienda/compagnia. Quindi, non dovrebbero temere particolarmente il rischio di terremoto.

Mi viene il dubbio che il motivo per cui la garanzia terremoto non viene abitualmente “promossa” presso gli assicurati vada ricercato, allora, nella volontà di risparmiare sui costi riassicurativi, cioè sui premi che le imprese di assicurazione pagano a quelle di riassicurazione. Con buona pace, naturalmente, dei loro clienti.

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From → Assicurazione

2 commenti
  1. Bruno permalink

    Premesso che, in generale, gli assicuratori (nel senso di Compagnie) quando si tratta di erogare qualche copertura importante e realmente necessaria hanno sempre “la mano corta” (tu ne sai quacosa) mi domando, però, se non ci sia qualche restrizione sui loro trattati.

  2. Filippo Bonazzi permalink

    Per quanto ne so io i riassicuratori sarebbero ben lieti di fare il loro mestiere vendendo maggiori quote anche per il terremoto. Pero’, naturalmente, si fanno pagare e gli assicuratori piuttosto che sobbarcarsi gli ulteriori costi o di rischiare di rendere economicamente meno competitivi i loro prodotti preferiscono scoraggiare l’assicurazione di questo rischio raccontando ai clienti che “non e’ possibile” assicurarlo.

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