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Polizze fideiussorie sì o no?

26 ottobre 2010

Le garanzie in forma fideiussoria, possono essere prestate da banche, società finanziarie autorizzate e da compagnie di assicurazione.

E’ frequente il ricorso, soprattutto da parte di piccole e medie imprese, alle polizze emesse da compagnie di assicurazione.  Infatti, la P.M.I. si trova spesso a dover fare i conti con l’esaurimento del cosiddetto “castelletto” bancario, cioè il limite di affidamento concesso dalle aziende di credito. Grazie alla polizza le imprese riescono, quindi, a soddisfare la necessità di ulteriori garanzie, giuridicamente equiparate a quelle bancarie. E fin qui tutto bene.

Naturalmente, anche le compagnie istruiscono preliminarmente una pratica di affidamento destinata a valutare “l’affidabilità” del cliente e l’entità del fido concesso. E anche qui nulla di strano.

L’anomalia si presenta l’anno successivo, quando al cliente che ha già usufruito ampiamente delle garanzie viene in mente di chiedere all’assicuratore l’entità del limite di affidamento residuo. Nella quasi totalità dei casi, infatti, a questa domanda l’assicuratore risponde in modo un pò evasivo: “non si preoccupi, quando avrà bisogno di polizze fideiussorie saremo lieti di accontentarla”.  A questo punto, il timore circa la capienza dell’affidamento cresce, e il cliente insiste per ottenere una comunicazione scritta recante l’impegno della compagnia ad emettere polizze a suo favore fino ad un ammontare certo. Soprattutto nei lavori pubblici, senza le garanzie obbligatorie da presentare ai committenti non si lavora e l’eventuale diniego dell’assicuratore rappresenterebbe un vero disastro per l’imprenditore. Ma la compagnia, che non ha nessuna intenzione di impegnarsi a rilasciare ogni tipo di garanzia, si riserva di valutare volta per volta la richiesta del suo cliente. Pertanto, preferisce non mettere per iscritto l’ammontare residuo del fido, per poter opporre agevolmente, se necessario, un rifiuto “tecnico” dovuto all’esaurimento (presunto) del limite.

Dato che il “mezzuccio” purtroppo funziona (per gli assicuratori), è auspicabile che l’imprenditore insista all’inizio di ogni anno per disporre del dato relativo alla quantificazione dell’affidamento per iscritto, monitori successivamente l’utilizzo del medesimo (comprese le reintegrazioni per effetto degli svincoli a cura del beneficiario) e sia pronto ad istruire una nuova pratica di affidamento presso altro assicuratore se il primo non risponde.

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