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Polizze bancarie e conflitto di interessi

19 settembre 2010

Riportiamo integralmente la notizia inviataci dall’amico Giuseppe Rancati, da sempre attento ed autorevole osservatore del mondo assicurativo, estremamente esemplificativa dei tempi che corrono.   

 

“All’inizio di agosto si è letto sui giornali di un ricorso amministrativo presentato dall’Associazione Bancaria Italiana (con altri), contro il recente Regolamento ISVAP n. 35/2010, nela parte in cui (art. 52) dispone il divieto di rivestire la contestuale qualifica di beneficiario, o vincolatario, delle prestazioni assicurative e, ad un tempo, quella di intermediario del relativo contratto.
 
In sè, la regola parrebbe di palmare semplicità e del tutto ragionevole.
 
Chi è parte di un contratto di assicurazione, può essere contemporaneamente il soggetto che vende il contratto?
 
In realtà per le banche italiane non è così e, ancor più singolare dovrebbe risultare il fatto che il rifiuto della regola pervenga da chi, istituzionalmente, intermediario non è.
 
Tuttavia intorno all’argomento, in sè ricco di una infinità di spunti, mi sembra che il dibattito sia stato pressochè assente, anzitutto da parte degli stessi operatori direttamente o indirettamente coinvolti, per cui sarebbe interessante, in questa sede, poter avviare un confronto, visto che uno dei capisaldi più sbandierati del rischio gestito, è proprio l’indipendenza dal/del negoziatore.”

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2 commenti
  1. Fanny permalink

    Buongiorno,
    considerando che la stampa si dispensa dall’approfondire l’argomento questa potrebbe essere la sede appropriata per fare un pò di chiarezza.
    A tale scopo pongo un quesito: come possono gli istituti bancari porre il vincolo su contratti assicurativi da loro negoziati a garanzia ad esempio dell’ipoteca sull’immobile?
    Grazie
    Fanny

  2. Fanny, lo fanno perché la legge permette loro di farlo. In questo modo riescono a guadagnare sia sul mutuo sia sulla polizza. E’ ovvio che cerchino di massimizzare il loro business.
    Semmai si potrebbe obiettare, come osserva Giuseppe, che il loro duplice ruolo di vincolatario e intermediario assicurativo pone le condizioni per un vero e proprio ricatto ai danni del cliente: o compri la mia polizza o non ti concedo il mutuo. Cosa che avviene puntualmente.
    Mi fa un po’ pena rilevare che cosa sono costretti a fare pur di realizzare il budget annuale. Anche perché penso che nonostante il sonno della ragione indotto dalle esigenze di vendita ci sara’ tra gli impiegati di banca ancora qualche persona per bene che si vergogna di questo modo di lavorare. O forse no???

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