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Ma i broker non dovrebbero essere indipendenti?

10 giugno 2010

E’ di questi giorni la notizia che il broker di assicurazione GPA ha visto l’ingresso nel suo capitale sociale di varie compagnie di assicurazione (fonte “Giornale delle assicurazioni”, n. 6, 2010). In particolare, FonSai, Vittoria e Direct line ciascuna con una quota di circa il 10%.

Ma questa scelta, come si concilia con le disposizioni del Codice delle Assicurazioni che raccomandano l’assenza di conflitto di interessi tra intermediari assicurativi ed assicurati?

E anche a prescindere da questioni formali (presumibilmente ci sarà un “cavillo giuridico” che legittima l’operazione), che garanzie offre ora questo broker in termini di imparzialità nel monitoraggio della migliore offerta assicurativa disponibile sul mercato a favore del cliente?

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3 commenti
  1. bruno rossi permalink

    …. NESSUNA nella misura in cui la consulenza è flasata dal CONFLITTO DI INTERESSI.
    Bisognerebbe vedere cosa ne pensa l’ANTITRUST e l’ISVAP e se ci fosse davvero qualche cavillo bisognerebbe sapere quale (potrebbe non essere un cavillo, ma una CAVALLO…)

  2. Almeno, in questo caso, la scelta di assomigliare ad un agente plurimandatario e’ palese.
    In altri casi, mancano le partecipazioni nel capitale ma il broker colloca la maggior parte dei rischi presso quelle due o tre compagnie con cui ha rapporti di collaborazione “privilegiati” (perché magari gli pagano le provvigioni più elevate).

  3. Giuseppe Rancati permalink

    La possibilità che una (o più) Compagnia/e di assicurazione detenga una quota di partecipazione in una società di brokeraggio è ricavabile dall’art. 50 del Reg. ISVAP n. 5/2006 (Informativa su potenziali situazioni di conflitto di interesse), il cui comma 1, lett. b), sancisce che l’intermediario è tenuto ad informare il contraente anche se un’impresa di assicurazione (o sua controllante) sia “detentrice di una partecipazione diretta o indiretta superiore al 10% del capitale sociale o dei diritti di voto della società di intermediazione per la quale opera” (con partecipazione inferiore o pari al 10%, l’informativa non risulterebbe peraltro necessaria).

    La garanzia, per il contraente, è quindi che egli sia stato reso edotto di tale rapporto societario.

    La partecipazione di una Compagnia in una società di intermediazione, non era invece ammessa dalla legge istitutiva dell’Albo Broker (l. n. 792 del 24.11.1984).

    Non è dato rinvenire un particolare dibattito su questo non trascurabile cambiamento di prospettiva del Legislatore (che risale, con buona probabilità, ad un’esigenza di armonizzazione della disciplina comunitaria: non si dimentichi che i Regolamenti danno attuazione al Codice delle Assicurazioni e che, quest’ultimo, deriva dalle direttive “Vita” e “Assicurazioni Diverse” e dalla direttiva 2002/92).

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